Sinergie geologiche per l'ambiente
Meeting al campo di produzione acquedottistico di Camazzole
(Carmignano di Brenta)

La prova di pompaggio conclusa ieri nel pomeriggio ha collaudato anche il P15, ultimo dei 9 pozzi realizzati nell’area del Medio Brenta per il potenziamento del sistema regionale di attingimento idropotabile (MOSAV – SAVEC).
Nell’ambito di un sopralluogo conclusivo, finalizzato alla verifica dello stato dei luoghi e dei lavori, sono convenuti in cantiere vari enti, istituzioni (e.g. Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Genio Civile di Padova, Etra spa, …), e soggetti a vario titolo coinvolti nell’ambito della iniziativa.
L’occasione è stata altresì utile per interessare, con finalità divulgative, anche l’Università di Padova: il dipartimento di ingegneria civile edile ed ambientale (icea) ha partecipato al momento formativo con una nutrita delegazione composta da personale strutturato e da studenti del 5° anno del corso di studi. 

L’Ing. Francesco Trevisan di Veneto Acque Spa, DD.LL. del progetto, ha tracciato le linee principali della strategia regionale concernente il sistema acquedottistico pubblico, soffermandosi sulla descrizione dell’intervento di Camazzole che comprende, oltre ai nuovi pozzi di presa, corpose attività di rimodulazione morfologica del territorio, ormai completate in perfetta armonia con l’ambiente e con gli habitat. 
Il Dr. Andrea Sottani di Sinergeo ha illustrato il quadro idrogeologico dell’area, approfondendo aspetti operativi e metodologici riferiti alla perforazione, sviluppo e completamento dei pozzi. Cogliendo infine spunto dalla prova di pompaggio in atto al momento dell’incontro (Constant Rate Test a 167.0 l/s) sono state prese in considerazione pratiche tecniche e strumentazioni impiegate per acquisire i dati sperimentali nel corso del lavoro di campo. Particolare attenzione è stata rivolta all’importante ruolo geoidrologico del bacino lacustre “Giaretta” adiacente al campo pozzi, che assicura una modulazione degli effetti di interferenza riconducibili ai prelievi. 
L’Ing. Giulia Passadore (Università di Padova) si è soffermata su alcune esperienze di ricerca che vedono i predetti soggetti impegnati da alcuni anni nell’area del Medio Brenta per la stima quantitativa dei complessi rapporti di scambio tra fiume e falda idrica sotterranea. 

Nel sito di Camazzole a breve dovrebbro essere attivati importanti prelievi di acque sotterranee destinate all’uso umano, che portereanno il grado di sfruttamento dagli attuali 8 moduli idraulici (già autorizzati ed in essere) fino a ad un massimo di 17.5 mod. idr.
L’iniziativa di derivazione promossa da Veneto Acque è mirata a condividere a livello regionale una risorsa idrica di qualità migliore ed a costi di produzione minori rispetto a soluzioni di approvvigionamento in atto con impiego di acque fluviali depurate.
Si sta infine verificando l’opportunità di sfruttare parte delle risorse idrogeologiche del Medio Brenta per fare fronte all’emergenza PFAs, che, come è noto, tra gli altri effetti ed impatti ha compromesso la qualità degli acquiferi del campo di produzione di Lonigo (VI).