Sinergie geologiche per l'ambiente
Monitoraggio idrogeologico presso il pozzo geotermico Vicenza_1
Monitoring & risorse idriche

Il pozzo geotermico “Vicenza_1”, asservito alla Centrale di Teleriscaldamento di V.le Cricoli (Vicenza), è gestito dalla società  Servizi A Rete (SAR): la captazione, realizzata nel 1983, è stata spinta fino ad una profondità di 2150 metri di profondità e si colloca nel novero delle opere di presa di maggiore rilevanza geotermica nel panorama regionale. 
 
Il pozzo intercetta un “reservoir principale” posto a profondità di oltre 1000 m: il serbatoio è alloggiato entro una serie carbonatica - dolomitica contraddistinta da una buona permeabilità secondaria per fratturazione delle rocce.
 
A partire dalla ripresa dello sfruttamento per fini energetici (maggio 2013) Sinergeo cura per conto di SAR le attività di monitoraggio idrogeologico, relazionando le Autorità preposte al controllo dell’iniziativa.
 
I dati sperimentali (link) disponibili evidenziano un’ottima resilienza del sistema pozzo – acquifero nei confronti delle perturbazioni indotte dai pompaggi, tramite portate di esercizio attuali dell’ordine dei 100 mc/h.
 
Il livello della falda in regime di statico si attesta a profondità dell’ordine di 25 - 29 m da piano campagna: gli abbassamenti rilevati nel corso delle fasi di produzione si stabilizzano intorno a 30-35 m sotto al livello indisturbato.
 
I valori di temperatura a bocca pozzo sono prossimi a 68°C. 
 
Nel corso dell’ultimo triennio (2015 – 2017) dal pozzo Vicenza_1 sono stati emunti poco meno di 2 milioni di mc d’acqua: lo sfruttamento del fluido geotermico ha complessivamente permesso di immettere nella rete TLR urbana un’energia “pulita” equivalente ad almeno 18.000 MWh. 
 
A tale contributo energetico, proveniente interamente da fonte rinnovabile, compete un risparmio di gas metano combusto di alcuni milioni di metri cubi ed indubbi benefici relativamente alla produzione di gas-serra. 
 
Le evidenze che emergono dai controlli quali-quantitativi esperiti nel primo semestre del 2018 sono perfettamente in linea con i trend appena descritti, confermando non solo i valori aggiunti derivanti dall’impiego della risorsa geotermica a bassa entalpia ma soprattutto la possibilità di implementare ragionevolmente il grado di sfruttamento attuale, senza alterare gli equilibri geoidrologici e termici che caratterizzano l’idrostruttura captata.