Sinergie geologiche per l'ambiente
Sinergeo ha ricevuto l'incarico per eseguire indagini geologiche ed idrogeologiche preliminari, a supporto della realizzazione delle rampe stabilizzatrici trasversali lungo il medio corso del F. Brenta.
Progetto Falde

Le indagini geologiche commissionate per conto della Regione del Veneto ricadono entro gli "Interventi per la conservazione ed il controllo delle falde della zona di ricarica degli acquiferi regionali al fine della tutela quantitativa della falda sotterranea nella zona del corso medio del Fiume Brenta in territorio comunale di Cartigliano, Tezze sul Brenta, Cittadella, Fontaniva, Pozzoleone e Carmignano di Brenta (Province di Vicenza e Padova)" e si articoleranno in prove in sito di tipo geotecnico, sondaggi geognostici a carotaggio continuo e posa di piezometri.

 

È, inoltre, prevista l'implementazione della rete di monitoraggio già esistente tra Cartigliano e Nove, preposta al controllo in continuo dei livelli di falda in corrispondenza alle sezioni di imposta dei manufatti, con la posa di altre 10 stazioni automatiche di misura, distribuite rispettivamente in destra e sinistra idrografica lungo il dominio di studio.

 

Dal punto di vista tecnico generale, gli interventi previsti (cantiere e opere) ricadono interamente in aree demaniali. Nel caso di specie si tratta di rampe trasversali a debole pendenza (dissipatrici) in pietrame naturale completamente rimovibili, costituite da una mantellata di massi posati sul fondo alveo.

 

Tra le principali funzioni previste per le opere di difesa idraulica in parola si citano le seguenti:

  • lo smorzamento del fenomeno di canalizzazione e incisione dell'alveo (degradazione fluviale) con tendenza al progressivo arresto nel tempo;
  • la conservazione e la valorizzazione dei caratteri morfometrici del fiume (sinuosità planimetriche, meandri, secche, etc...);
  • il rallentamento e la deconcentrazione dell'onda di piena centenaria (laminazione), allo scopo di far contribuire tutta la larghezza dell'alveo alla dissipazione dell'energia distruttiva altrimenti propagata verso valle;
  • la sicurezza e la salvaguardia delle difese idrauliche di sponda e delle fondazioni dei ponti esistenti;
  • il locale rallentamento e allargamento della corrente fluida (portata media annua/morbida) per un tratto a monte della rampa (nessuna bacinizzazione-lagunaggio).

 

In conseguenza all'aumento della superficie bagnata disperdente a monte della rampa è, peraltro, atteso un incremento di infiltrazione a favore della falda idrica sotterranea, per la cui valutazione si sono intraprese attività di monitoraggio automatico ed in continuo dei caratteri piezometrici locali, cui si associano controlli multiparametrici mediante log verticali a frequenza predefinita.

 

Le rampe stabilizzatrici non determineranno nessuna perturbazione dei flussi di subalveo per l'assenza di diaframmi o di altre barriere verticali impermeabili; parimenti le opere in progetto dovranno garantire, ai sensi delle norme vigenti, il minimo deflusso vitale in alveo oltre alla continuità biologica per le specie stanziali dell'ecosistema.