Sinergie geologiche per l'ambiente
L'ultimo trimestre in breve
- Sinergeo partecipa al workshop tematico sulla metodologia IPT nell'ambito del progetto FOKS (Central Europe).

Con questo Workshop tematico la Provincia di Treviso intende offrire un’occasione di formazione e di approfondimento sulla metodologia IPT – Integral Pumping Tests.

 

Tale tipologia di approccio è stata sviluppata nell’ambito del 5° Programma Quadro “INCORE” e del progetto INTERREG III B CADSES “MAGIC” ed è basata sull’esecuzione di Prove Integrate di Pompaggio, in cui si associa all’emungimento controllato della falda acquifera sotterranea un contestuale prelievo di campioni d’acqua di falda da sottoporre ad analisi chimiche di laboratorio.

  • Sinergeo, in RTI con Golder Associates, si aggiudica la gara per la bonifica del sito contaminato da cromo esavalente di Tezze sul Brenta (VI)

L’iniziativa del Workshop rientra nell’ambito degli eventi con accreditamento dell’Ordine Regionale dei Geologi della Regione del Veneto per l’APC.

  • Sinergeo partecipa al gruppo di lavoro per la redazione del progetto per il disinquinamento della falda nel SIN "Basso Bacino del Fiume Chienti" (Regione Marche".

L’area perimetrata dal Sito di Interesse Nazionale in esame è nel territorio delle province di Macerata e Ascoli Piceno: tale fascia di territorio marchigiano è stata inserita tra i siti di bonifica di interesse nazionale con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 18 settembre 2001 n. 468 (Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio 2002).

Le conoscenze sullo stato di qualità ambientale ad oggi disponibili si fondano principalmente sui dati ottenuti nel corso dell’attività di caratterizzazione svolta dall’ARPAM sulle aree di competenza pubblica, e nelle attività di validazione delle caratterizzazioni condotte dai soggetti obbligati all’interno di varie aziende operanti nel distretto produttivo.

 

Le indagini idrochimiche hanno evidenziato superamenti nella falda dovuti principalmente a composti alifatici clorurati (PCE, 1,1-DCE, TCE, 1,2-dicloropropano, triclorometano, 1,2-dicloroetano, cloruro di vinile, 1,2-DCE, 1,1,2-TCA, 1,1,2,2-tetracloroetano, 1,1,1-TCA) e, in alcuni casi, anche riconducibili a manganese, ferro, cromo totale, idrocarburi e solfati.

 

La contaminazione appare disomogeneamente distribuita su un territorio di 26 kmq, con molteplici sorgenti in grado di generare plume differenti per tipologia di inquinamento e periodo di attivazione. Sono stati registrati superamenti dei limiti di legge (CSC) fino a 260 volte per il PCE e 17.000 volte per il 1,1-DCE.

 

Il documento progettuale, che perfeziona l’ipotesi impiantistica di cui al Progetto Preliminare (redatto da Enti Pubblici), è inizialmente impostato sulla messa in funzione di alcune barriere idrauliche, cui si associa la realizzazione di importanti impianti multistadio centralizzati per il trattamento delle acque contaminate.

 

Il progetto, al vaglio delle Autorità competenti, tra gli altri aspetti idrogeologici ed impiantistici ha preso in considerazione l’opportunità di istituire una rete di monitoraggio quantitativa della falda, di eseguire alcune prove pilota per verificare l’efficacia e l’applicabilità di trattamenti e tecnologie innovative, di reimpiegare l’acqua in differenti maniere nel territorio e, non ultimo, di implementare una modellazione matematica alla scala di bacino, per ottimizzare la formulazione del modello concettuale del sito e superare la attuali criticità conoscitive.

 

Il quadro economico complessivo relativo a questa fase di sviluppo delle ricerche e degli interventi è stato stimato dell’ordine di 10 milioni di EUR.

In rappresentanza di Sinergeo, partner tecnico della Provincia di Treviso nel progetto FOKS (Focus On Key Sources of Environmental Risks), Roberto Pedron illustrerà il caso dell’area di Arcade (sito pilota), interessata storicamente da una contaminazione da Tetracloroetilene (PCE).

 

Nell’ area pilota di recente è stata organizzata e condotta una delle prime prove IPT in Veneto: il test, che ha avuto una durata di 96 ore, ha permesso di ottenere nuove informazioni sui flussi di massa del contaminante, suggerendo altresì alcune ipotesi circa la possibile posizione della sorgente di contaminazione rispetto al plume intercettato dal punto in monitoraggio.

 

La prossima fase di studio prevede la realizzazione di 3 nuovi pozzi a grande diametro e l’effettuazione  di ulteriori 3 prove IPT della durata di oltre 100 ore cadauna.

 

L’obiettivo atteso è quello di circoscrivere il fronte della contaminazione e precisare il settore di sorgente della contaminazione da organoalogenati.



A distanza di oltre 40 anni dai segnali iniziali di compromissione qualitativa delle matrici ambientali, quello della ex TRICOM / Galvanica PM di Tezze sul Brenta rappresenta un caso di studio di ragguardevole importanza tecnica: la sua notorietà ha, infatti, varcato i confini regionali del Veneto, non solo per la magnitudo e l’endemicità delle problematiche ambientali ma anche per molti altri aspetti correlati, di tipo sanitario, sociale ed anche storico. La produzione bibliografica riguardante l’idrogeologia di questo settore di alta pianura vicentina individua già dai primi anni ‘70 segnali inequivocabili dell’inquinamento della falda freatica da cromo esavalente, quando alcune analisi chimiche eseguite su numerosi pozzi privati accertano concentrazioni tutt’altro che trascurabili del metallo in questione nelle acque sotterranee destinate anche all’approvvigionamento idropotabile.

Da allora si assiste ad una ciclica riattivazione del fenomeno di contaminazione, confermata dai dati acquisiti a cura delle Autorità preposte dal 2001 fino alla data attuale. L’intensità ambientale del fenomeno, oltre che in termini di singolare persistenza degli effetti nel corso degli anni, viene confermata anche dalla ampiezza del plume che, a partire dal Comune di Tezze sul Brenta, ove è stata infine riconosciuta la sorgente primaria, si è potuto evolvere nello spazio e nel tempo, estendendosi per svariati chilometri verso valle ed interessando anche i territori di Cittadella e di Fontaniva (PD).


Gli interventi di bonifica prevedibili attengono varie fasi di lavoro, da ottimizzarsi anche attraverso specifiche prove pilota: a partire dalla demolizione delle strutture esistenti si procederà con il contenimento fisico, da realizzarsi mediante impermeabilizzazione di fondo e diaframma verticale di cinturazione; successivamente sarà perfezionato il capping superficiale e quindi verrà effettuato un trattamento chimico della zona di oscillazione della falda, in modo da limitare la cessione di contaminanti in falda. Ad oggi l’importo dei lavori di riqualificazione ambientale del sito è stato stimato in almeno 6.5 Milioni di Euro.

Le esigenze specifiche del progetto, utilizzate come linee guida per la predisposizione dell’approccio metodologico e finalizzate alla tutela delle risorse idriche pregiate dell’alto vicentino, sono il rispetto di tutte le normative in materia di EHS, il raggiungimento degli obiettivi di bonifica (CSR), la modularità degli interventi e la minimizzazione dei costi.

  • Incarichi professionali conseguiti nell'ultimo periodo

Negli ultimi mesi Sinergeo ha assunto numerosi incarichi professionali di consulenza e servizio; tra i più rilevanti si segnalano quelli conferiti in ambito idrogeologico ed ambientale a favore dei seguenti Clienti: Acqua Minerale San Benedetto, Acque Vicentine, Acque Veronesi, AIM, Biomasse Italia, Fondazione Cassamarca, Consorzio Alta Pianura Veneta, Carron Costruzioni generali, Biasuzzi Group, FIAMM Group, Cementeria di Monselice, Italcementi, Veneto Acque, Vi.abilità.