Sinergie geologiche per l'ambiente
01/11 - Sinergeo partecipa ai lavori per il Modello matematico di flusso nei sistemi acquiferi nel territorio di ATO BRENTA
Torre di Malta - Cittadella (PD) - 04.02.2011

Nella sala congressi della Torre di Malta a Cittadella si è svolto in data 04.02.2011 il Convegno per la presentazione del “Modello matematico di flusso nei sistemi acquiferi nel territorio di ATO BRENTA”.

 

L’evento, organizzato dall’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale Brenta in collaborazione con Etra S.p.A. e con le Province di Padova e di Vicenza, ha voluto intraprendere una divulgazione dei risultati tecnici ad oggi conseguiti dal Gruppo di Lavoro che, sotto la guida ed il coordinamento scientifico del Prof. Andrea Rinaldo (Università di Padova, Dip. IMAGE), ha condotto questa importante iniziativa di ricerca.

 

Il modello matematico di flusso, implementato anche per il territorio dell’ATO Brenta, costituisce senza dubbio uno strumento innovativo per la gestione sostenibile delle acque sotterranee del comprensorio in argomento, ove hanno sede alcune tra le idrostrutture sotterranee più importanti d’Europa.

 

La possibilità di calcolare scenari di tipo predittivo, ad esempio relazionabili ad ipotesi impiantistiche ed infrastrutturali di progetto (e.g. previsioni acquedottistiche MOSAV-SAVEC) e la capacità di simulare in aggiunta la risposta geoidrologica associata alla concorrenza di particolari situazioni climatiche e di regime delle falde idriche, conferiscono al modello caratteri di grande flessibilità operativa ovvero di rilevante interesse per quanto concerne la pianificazione territoriale correlata alla salvaguardia delle risorse idriche sotterranee e, più in generale, al “governo dell’acqua”.

Dopo la presentazione da parte del Presidente dell’AATO Brenta ed a seguito dei saluti delle Autorità (Comune di Cittadella, Provincia di Vicenza, Regione del Veneto) ha preso la parola Andrea Rinaldo, che ha inizialmente descritto la finalità del modello di flusso, oltre ad elencare alcuni criteri metodologici e programmatici generali degli studi.

 

Con il supporto di alcune significative diapositive, raffiguranti trend piezometrici dagli anni ‘60 ad oggi ed altri fattori climatici che intervengono nell’alimentazione delle falde idriche sotterranee, Rinaldo ha evidenziato, in senso squisitamente scientifico e per quanto di competenza tecnica, molteplici elementi di criticità che contraddistinguono l’attuale panorama geopolitico locale (…"il paesaggio dei Sindaci" …). Si è puntualmente accennato all’indiscriminato consumo del territorio legato ad un’urbanizzazione monotona crescente, che da un lato depaupera progressivamente le aree di ricarica pedemontane e dall’altro predispone in modo irreversibile la pianura veneta al dissesto idrogeologico ed agli alluvionamenti. E’ stata focalizzata l’attenzione sullo spreco immotivato di acque pregiate legato alla presenza di una moltitudine di pozzi privati sparsi sul territorio, per nulla regolamentati e molto spesso a getto continuo 24 ore su 24. Si è segnalata l’ineluttabile necessità di inquadrare e amministrare in modo integrato tutte le esigenze di un territorio relativamente alle risorse idriche entro un contesto interpretativo e gestionale adeguato, al passo con i tempi e con lo sviluppo tecnologico. “In tal senso – ha auspicato il Prof. Rinaldo - il modello sviluppato costituisce un primo importante passo a livello interprovinciale, un’occasione di approfondimento e di ricerca che ha dato modo di riorganizzare un’immensa massa di dati tecnici; uno strumento messo a punto dall’Università, che dovrà essere progressivamente aggiornato ed affinato al fine di poter essere impiegato da parte degli addetti ai lavori per le più nobili finalità di gestione pubblica della risorsa”.

L’intervento successivo è stato tenuto dall’Ing. Giulia Passadore (Univ. Padova – Dip. IMAGE), che ha intrattenuto la folta platea intervenuta sui criteri organizzativi, strutturali ed esecutivi del modello di flusso.

 

Sono stati accuratamente descritti gli elementi costituitivi del modello, a partire dalla descrizione dei confini del dominio regionalizzato fino all’individuazione dei livelli stratigrafici del modello concettuale, dalla griglia computazionale tridimensionale fino all’esemplificazione fisica e matematica delle condizioni al contorno, dall’elencazione dei numerosi parametri di input fino alla discussione delle caratteristiche originali del codice numerico sviluppato dall’Università di Padova con il prezioso supporto del Prof. Mario Putti.

 

L’Ing. Passadore ha quindi presentato alcuni scenari esemplificativi, relativi a situazioni di immediato interesse per l’ATO Brenta: sono stati in quest’ottica simulati gli effetti idrodinamici riconducibili al potenziamento degli emungimenti acquedottistici dal polo Etra S.p.A. di Camazzole, mentre a seguire sono state ipotizzate situazioni piezometriche future connesse con una possibile diminuzione dell’apporto pluviometrico, ovvero augurabili scenari di chiusura dei pozzi privati, andando puntualmente a verificare la risposta del sistema idrogeologico sotterraneo in termini quantitativi medi (water budget).

Dopo il coffee break ha preso la parola Andrea Sottani della società Sinergeo di Vicenza, che ha partecipato alle ricerche per gli aspetti geologici ed idrogeologici. Il suo contributo, sostanzialmente incentrato sui dati di monitoraggi inediti a tutt’oggi in essere presso l’acquifero freatico e di subalveo del F. Brenta, ha inteso relazionare su recenti esiti di un’indagine sperimentale, conseguita anche attraverso sviluppi della modellazione numerica in argomento nel tratto strategico posto tra Nove-Cartigliano e Carmignano-Fontaniva.

 

Più in dettaglio ed a partire dal layout strutturale ed idraulico derivabile dal modello regionalizzato è stato implementato uno zoom della modellazione numerica precedentemente presentata; il modello di dettaglio da un lato è finalizzato a quantificare gli effetti di ricarica associati alla realizzazione delle rampe stabilizzatrici trasversali in Brenta promosse dalla Regione Veneto mentre dall’altro mira a meglio caratterizzare in senso spaziale e temporale le perturbazioni idrodinamiche attese a seguito del progetto di nuove derivazioni del Medio Brenta a Camazzole (Veneto Acque S.p.A.).

 

Le risultanze ad oggi acquisite su questi temi specifici hanno messo in luce che presso il dominio della ricarica (i.e. rampe S1 e S2) si verificano (sul periodo di rappresentatività delle misure acquisite) fenomeni di dispersione incrementale indotta (dalle nuove opere) a favore della falda in grado di compensare la magnitudo di quei pompaggi previsti a Camazzole (dominio del prelievo) per poter rendere fruibili alla collettività regionale risorse idriche di qualità superiore.

Per quanto attiene le problematiche qualitative è, quindi, intervenuto Lorenzo Altissimo del Centro Idrico Novoledo, che ha avuto il compito di completare il quadro conoscitivo attraverso la descrizione delle tematiche idrochimiche, a partire da una disamina storica dello stato di qualità delle acque sotterranee.

 

Nell’ambito di questo intervento sono state inizialmente presentate le potenzialità dei modelli numerici laddove al codice di calcolo precedentemente descritto (flusso) si associ quello preposto al trasporto degli inquinanti.

 

Sono state prese in esame le più importanti situazioni di compromissione qualitative del sistema acquifero Bacchiglione-Brenta dagli anni ‘70 ad oggi, focalizzando l’attenzione non solo sulla grande importanza e sulla responsabilità del monitoraggio di sorveglianza igienico-sanitaria ma anche sulla concreta possibilità che i casi di studio reali, legati come è noto a fenomeni di inquinamento per motivi antropici, possano essere conosciuti ed utilmente risolti e controllati, divenendo, ove necessario, esperienze di “tracciamento” con finalità scientifiche di ricerca.

Ha chiuso il ciclo delle presentazioni l’intervento di Etra S.p.A., che in qualità di Gestore del Servizio Idrico Integrato, ha colto l’occasione del convegno per descrivere lo stato di avanzamento del Progetto Generale dell’Acquedotto, i cui lineamenti programmatici ed esecutivi si interfacciano in modo esemplare con le finalità operative del modello di flusso predisposto per l’ATO.

 

L’ing. Marco Bacchin, direttore di Etra, e l’Ing. Corrado Petris (Ingegneria 2P e Ass.) hanno fatto il punto della situazione sul merito dell’assetto acquedottistico, prendendo spunto dalla situazione attuale delle infrastrutture di presa e di rete, per ipotizzare sviluppi impiantistici a medio lungo termine (e.g. potenziamento ed interconnessione) in grado di far fronte alle emergenze quantitative ovvero di contrastare evenienze di inquinamento che, come già accaduto ed in parte in essere, potranno, di fatto, interessare in futuro le risorse idropotabili presenti nel sottosuolo. Anche in tal senso è stata rilevata l’utilità di impiegare il modello di flusso degli acquiferi, in accoppiata con gli altri strumenti in uso per le esigenze ingegneristiche, per individuare le migliori opzioni di sfruttamento che, in un’ottica ambientale di sostenibilità del prelievo e di rinnovabilità della risorsa, consentono di ottimizzare la programmazione progettuale e la pianificazione degli interventi.

Gli interventi tecnici dei singoli relatori sono resi disponibili tramite download dal sito di AATO Brenta