Sinergie geologiche per l'ambiente
MAR - Management of Artificial Recharge: nuovo progetto pilota di ricarica artificiale della falda freatica nell’alta pianura trevigiana
La Provincia di Treviso affida a Sinergeo la gestione tecnico-scientifica delle attività

Nell’ambito del progetto europeo denominato FOKS – Focus on Key Sources, tra il 2009 e il 2012 sono state svolte indagini e verifiche su un inquinamento storico in falda da solventi clorurati nel territorio del comune di Arcade (TV). Nel corso dello studio sono stati realizzati pozzi e piezometri per la caratterizzazione idrogeologica ed il monitoraggio dello stato di contaminazione dell’acquifero.


Allo scopo di sfruttare ulteriormente tali opere ed in ordine ad approfondire la conoscenza tecnica specificatamente acquisita, la Provincia di Treviso ha approvato un progetto pilota per la realizzazione di un sistema integrato di ricarica artificiale della falda freatica.

Lo studio sarà condotto da Sinergeo, che ha supportato tecnicamente l’Amministrazione provinciale durante i 3 anni del progetto FOKS, con il Comune di Arcade e con i Consorzi Piave e Piavesella.

Gli obiettivi attesi dall’’iniziativa sono riconducibili ai seguenti aspetti:

  • integrare la ricarica naturale della falda nella stagione autunnale – invernale, durante la quale la rete idrografica (F. Piave) può fornire volumi d’acqua di rilevante interesse;
  • favorire l’estrazione, nella stagione estiva, di acque sotterranee per i fini irrigui, dai pozzi già esistenti presso il sito pilota. Gli emungimenti potranno avvenire pertanto con un impatto nullo per quanto concerne l’equilibrio idraulico della falda e per la rete idrica superficiale; si ricorda infatti che le derivazioni del Piave sono condizionate e limitate, nel periodo estivo, al fine di assicurare il deflusso minimo vitale al fiume stesso.

Il progetto prevede di derivare acqua dal sistema idrico superficiale irriguo per portate dell’ordine di 80-100 l/sec, da immettere in falda, durante la stagione di riposo irriguo, attraverso la realizzazione di pozzi disperdenti entro il sistema insaturo. Il processo prevede un articolato monitoraggio quali-quantitativo delle acque.

La durata del progetto sarà di 18 mesi: in linea teorica ci si attende di reintegrare in falda almeno 2 milioni di metri cubi di acqua.